19 June 2013

SUMMER SCHOOL PER GIOCATORI D’AZZARDO E ALCOLISTI IN VIA DI RECUPERO

L’Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze, con il patrocinio del Comune di Arma di Taggia, offre la possibilità a giocatori d’azzardo e ad alcolisti in via di recupero (in fase di stabile, di sobrietà e con alle spalle un percorso residenziale alcologico) di partecipare ad un ciclo di tre gruppi a tema che si svolgeranno sempre ad Arma di Taggia presso la sede di Vico Boeri 1, dalle 10.00 alle 12.00 nelle seguenti date:

sabato 16 giugno 2012     : prevenzione della ricaduta

sabato 7 luglio 2012          : il lavoro simbolico

sabato 8 settembre 2012 : lavorare con i sogni

I gruppi saranno condotti dalla Dottoressa Laura Bissolotti e vedranno come conduttore ospite la partecipazione della Dottoressa Ina Hinnenthal.

Le persone che vogliono partecipare devono contattare la Dottoressa Bissolotti al 320.2668587 per una valutazione dei requisiti necessari per partecipare all’evento.

Il costo dei singoli incontri è pari a euro 30

GIOCHI: Terzo Polo, STOP A CAMPAGNA MONOPOLI FUORVIANTE E FALSA UN ATTENTATO ALLA SOCIETA’

Nel corso del Convegno sul Gioco d’azzardo che si è svolto il 20 marzo a Roma è emersa l’urgenza di rimuovere la campagna “Giovani & Gioco” rivolta a studenti e docenti delle scuole italiane e promossa dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.
Al Senato ed alla Camera è stata chiesta l’immediata rimozione della campagna e l’individuazione delle responsabilità che hanno nella realizzazione dell’iniziativa evidenziato un messaggio non educativo, equivoco e fuorviante.
“Va rimossa immediatamente e con urgenza la campagna ‘Giovani e Gioco’ messa in piedi dai Monopoli di Stato nelle scuole che non solo sprona i giovani a giocare ma addirittura etichetta gli integerrimi come ‘bacchettoni’”. Lo dichiarano i parlamentari del Terzo Polo Emanuela Baio, Mario Baldassarri, Claudio Gustavino, Cristina De Luca, Paola Binetti, Donato Mosella e Marco Calgaro, che hanno presentato, rispettivamente al Senato e alla Camera, un’interrogazione urgente al Presidente Monti e al Ministro Profumo.
“Sull’onda della profonda comunione d’intenti – continuano i parlamentari terzopolisti – raggiunta ieri tra Terzo Polo e Governo durante il convegno ‘A che gioco giochiamo?’, riteniamo fondamentale iniziare con polso fermo a schierarci contro il gioco d’azzardo: stoppare la campagna dei Monopoli, costata circa 100 mila euro, è il primo ma essenziale passo. Il dvd che viene distribuito contiene lo slogan ‘Si può giocare ovunque, sempre e comunque’. Nulla su rischi, educazione, evidenze scientifiche. In sintesi, non solo fuorviante ma soprattutto falsa.
Come hanno dimostrato ieri i Ministri Riccardi e Balduzzi, l’attenzione del Governo a questo tema c’è, per questo è al governo stesso che chiediamo di intervenire per fermare la campagna e verificare eventuali responsabilità attribuibili ai Monopoli per aver lanciato un messaggio talmente diseducativo”, concludono i parlamentari.Roma, 21 marzo 2012

Dipendenti da Internet e videogiochi in Italia già a 11 anni

08:50 – 1 dicembre 2011 di Manolo De Agostini

Ecco alcuni dati sulla dipendenza da Internet e videogiochi in Italia, grazie all’osservatorio privilegiato di Federico Tonioni, che si occupa del tema al Policlinico Gemelli di Roma.

Si tratta di persone da 11 a 23 anni che diventano incapaci di avere amicizie reali e portare avanti lavoro o studi.

Chi e quanti sono i dipendenti da Internet e tecnologie digitali in Italia? A svelare qualche numero è stato Federico Tonioni, ricercatore in psichiatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’ambulatorio per la dipendenza da Internet del Policlinico Gemelli di Roma.

“Dal novembre del 2009 abbiamo in cura 300 pazienti, il 20% adulti dipendenti dal gioco d’azzardo e dai siti per adulti e il restante 80%, da ragazzi giovanissimi provenienti da tutta Italia, dagli 11 anni ai 23 dediti ai giochi di ruolo online o patiti di social network”.

Alcuni ragazzi hanno smesso di andare a scuola, altri “sono arrivati a picchiare i genitori quando sono state messe in discussione le ore di connessione“. “I loro unici amici sono i compagni di guerra che li esaltano quando ottengono risultati e li insultano quando sbagliano”, spiega Tonioni . “Questo tipo di giochi non sono creativi ma solo sono eccitanti e compulsivi”.

Per curare la dipendenza al centro romano si eseguono colloqui individuali e sedute di gruppo con una psicologa. Secondo l’esperto il sintomo di un problema sono le ore passate davanti al monitor e “l’assenza di entusiasmo nelle attività fuori casa”, che portano i giovani ad abbandonare gli studi e le amicizie reali.

“Per questi pazienti non parlo di dipendenza patologica, ma di psicopatologia web-mediata e si tratta di episodi di abuso più che di dipendenza: è la stessa differenza che esiste tra un giovane che più volte al mese ha le sbornie e l’alcolista cronico”.

Pochi giorni fa vi abbiamo riportato la testimonianza di una madre australiana che parlava dei problemi del figlio, dipendente da World of Warcraft. La donna ha parlato di comportamenti aggressivi, proprio come quelli indicati da Tonioni. Insomma, tutto il mondo è paese.

Non nascondiamo che c’è il rischio di abusare delle nuove tecnologie – chi meglio di noi può dirlo? – però, senza fare la morale a nessuno, crediamo anche che limitarsi a puntare il dito non sia utile. Forse una volta i genitori erano più presenti, mentre oggi – vuoi gli impegni di lavoro, vuoi una buona fetta di menefreghismo – si lasciano i bambini a vegetare per ore davanti a un monitor. Fa comodo, perché sai dov’è tuo figlio e sai che è al sicuro. Per cui ben vengano soluzioni come l’ambulatorio di Roma, ma sarebbe meglio fare un po’ di prevenzione alla fine, educando anche i genitori.

Fonte: http://www.tomshw.it/cont/news/dipendenti-da-internet-e-videogiochi-in-italia-gia-a-11-anni/34790/1.html

 

 

 

 

Aumentano le dipendenze psicologiche da Internet

Adesso si rivolgono ai siti di socializzazione, ai videogiochi, agli acquisti, al gioco d’azzardo, al microblogging, alla pornografia La dipendenza psicologica si verifica quando una persona introduce nel comportamento un’abitudine in modo stabile, fino a non riuscire a svolgere le attività quotidiane senza . C’è un condizionamento interno, che fa tornare a ripetere molte volte schemi di comportamento fallimentare. La ripetizione mostra la mancanza dello spazio interiore, che insieme alle routine esterne deve fungere da contenitore per il rinnovamento dell’identità personale.

Se la dipendenza ha riguardato finora l’assunzione di alcol, droga e psicofarmaci, la diffusione di Internet  va forse evidenziando una causa di nuove abitudini, che richiedono d’essere identificate e curate opportunamente.

Uno studio, realizzato per conto del Bundesministerium für Gesundheit (ministero della Salute), rivela che in nella Repubblica federale tedesca ben 560 mila persone soffrono di dipendenza da Internet. Sono persone dai 14 ai 64 anni, che i ricercatori dell’Universitat zu Lubeck e Greifswald (nella Germania orientale), coordinati da Hans – Jurgen Rumpf, hanno ritenuto «con difficoltà ad avere riconoscimenti e a fare amicizie nella realtà, che rinunciano alla vita reale per una virtuale».

Chi ha dipendenza psicologica da Internet trascorre in media quattro ore al giorno connesso, manifesta disturbi del sonno, dissociazione nei rapporti, perdita d’appetito e assenteismo scolastico per i più giovani.

Al contrario dell’alcolismo e della tossicomania, la dipendenza da Internet può riguardare il rapporto con i media o le attività che vi si possono praticare (siti di socializzazione, videogiochi, acquisti, gioco d’azzardo, microblogging, pornografia). Questo costringe i terapeuti a trattare in modo diverso le scelte di navigazione in Rete.

La ricerca indica che la dipendenza riguarda tutte le classi d’età nell’ambito indicato, con una percentuale del 4-6% . La popolazione a rischio in Germania raggiunge i 2 milioni e mezzo.

Tra quelli che hanno già comportamenti patologici, il 77% delle giovani è più coinvolto sui media sociali, mentre i giovani si fermano al 65%, ma evidenziano dipendenza per i videogiochi nel 33% dei casi, contro il 7% delle coetanee.

L’utilizzo dei media sociali potrebbe somigliare a quello del telefonino e della televisione. Molti giovani passano il tempo a telefonare e a scambiarsi messaggini e non sono considerati telefono o televisione dipendenti, mentre lo diventano quando fanno lo stesso su Facebook.

Internet ha il pregio e il difetto di coinvolgere maggiormente gli internauti.

Il ministero della Salute tedesco ha voluto dimensionare il fenomeno per suonare l’allarme e approntare le terapie, al primo diffondersi delle esperienze, per una prossima azione di massa.

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