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	<title>Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze</title>
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		<title>VENERDI&#8217; 2 MARZO 2012 PRESENTAZIONE LIBRO &#8220;SICURI IN RETE&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/02/Invito-presentazione-libro-Sicuri-in-Rete.jpg"><img class="size-medium wp-image-710" title="Invito presentazione libro Sicuri in Rete" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/02/Invito-presentazione-libro-Sicuri-in-Rete-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
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		<title>Incontro pubblico per genitori a Villa Boselli 28 genn.2012</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze da Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/01/incontro-villa-boselli-28-genn.2012_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-695" title="incontro villa boselli 28 genn.2012_n" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/01/incontro-villa-boselli-28-genn.2012_n-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a></p>
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		<title>Il DPA apre le porte ai giovani professionisti e supporta la crescita professionale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartmento Politiche Antidroga]]></category>
		<category><![CDATA[Droganews]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Serpelloni]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Community on Addiction]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italian Scientific Community on Addiction, presentata lo scorso 26 luglio alla presenza di numerosi colleghi, operatori e professionisti del settore, nonché dei rappresentanti degli Enti partner nel progetto, oggi è una realtà che conta numerose centinaia di adesioni in costante crescita. Dunque è attiva e consolidata questa piattaforma innovativa dotata di strumenti concreti per l’informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italian Scientific Community on Addiction, presentata lo scorso 26 luglio alla presenza di numerosi colleghi, operatori e professionisti del settore, nonché dei rappresentanti degli Enti partner nel progetto, oggi è una realtà che conta numerose centinaia di adesioni in costante crescita.</p>
<p>Dunque è <a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/01/Serpellonishowimage.php_.jpg"><img class="alignleft  wp-image-691" style="margin: 2px 5px;" title="Serpellonishowimage.php" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2012/01/Serpellonishowimage.php_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>attiva e consolidata questa piattaforma innovativa dotata di strumenti concreti per l’informazione e la formazione nel settore delle dipendenze, con l’obiettivo di creare un circuito virtuoso di scambio e condivisione di conoscenze basate sulle migliori evidenze scientifiche e coerenti con le linee di indirizzo dettate dal Piano d’Azione Nazionale Antidroga e dai protocolli riconosciuti a livello nazionale.</p>
<p>Con la costituzione di questa Community abbiamo reso disponibile uno strumento dalle grandi potenzialità, che supera concettualmente ogni modello associativo esistente nel settore, aprendosi al contempo alla consultazione di informazioni scientifiche aggiornate e alla divulgazione di esperienze professionali utili al progresso della ricerca.</p>
<p>Una piattaforme che permette un contatto diretto e in tempo reale fra le diverse professioni e che intende avvicinare e consolidare il legame legittimo fra istituzioni ed operatori del settore. Una piattaforma, quindi, di consultazione permanente entro la quale e possibile partecipare attivamente alle numerose iniziative promosse dal Dipartimento Politiche Antidroga, dove tutti sono rappresentati in egual modo, senza vincoli di “quartiere” o interessi economici.</p>
<p>Fra gli strumenti di informazione, la newsletter mensile Droganews è ormai un punto di riferimento certo, anche per la stampa specialistica, per la consultazione tempestiva e semplificata di migliaia di articoli tratti ed elaborati dalla letteratura tecnica e scientifica internazionale.</p>
<p>Il bimestrale Italian Journal on Addiction, che a breve sarà disponibile online con l’ultimo numero del 2011, ha già dimostrato di avere tutti i numeri per essere un’importante periodico di settore, supportato da un Comitato scientifico di eccellenza e presto indicizzato con “impact factor”. Intanto ha comunque rilevato un grande interesse di pubblico e cosa assai gradita dimostrando di essere scelto dai colleghi italiani, ma non solo, come valido mezzo per la pubblicazione e diffusione di interessanti contributi originali, rassegne critiche ed articoli di diverso genere.</p>
<p>Per la formazione la Community si è dotata della Scuola Italiana sulle Dipendenze, e ha attivato un Corso annuale permanente ECM accreditato, che prevede circa 100 ore di formazione multidisciplinare, con la partecipazione di docenti altamente specializzati provenienti anche dal NIDA. L’inaugurazione della prima edizione avverrà il prossimo 19 gennaio a Roma dove parteciperanno i primi cento candidati selezionati fra le numerose richieste di iscrizione.</p>
<p>Nondimeno, l’attivazione dell’Italian Scientific Community si inserisce nel quadro delle collaborazioni internazionali con altri centri e organizzazioni istituzionali di ricerca scientifica e degli interventi clinici e riabilitativi che il DPA ha attivato per incrementare, in Italia, gli studi e le ricerche nel campo delle neuroscienze dell’addiction e costruire network di risorse e competenze tecniche. Questo nasce dall’esigenza di promuovere lo sviluppo di ricerche e di training di formazione per la ricerca volti a migliorare la diagnosi e il trattamento dell’abuso di droga e della tossicodipendenza e a favorire scambi scientifici e accademici tra i professionisti del settore, integrando le loro aree di competenza al fine di promuovere il progresso della ricerca nell’ambito delle dipendenze.</p>
<p>In questi anni ci siamo battuti perché il fenomeno droga fosse affrontato con coerenza etica e rigore scientifica, perché fossero abbandonate le distanze ideologiche, le strumentalizzazioni politiche e gli interessi lobbistici. Abbiamo raggiunto molti risultati dimostrando che le istituzioni sono presenti e disponibili al dialogo, che sono attente e preparate per contrastare il fenomeno della tossicodipendenza e che sono al servizio dei cittadini sia per curare, che per prevenire questo dramma vissuto oggi ancora da troppe persone e famiglie.</p>
<p>Con queste premesse intendiamo proseguire il nostro operato senza dimenticare che per contrastare questo fenomeno servono professionisti validi e motivati che vengano messi in condizione di crescere e di specializzarsi, che possano confrontarsi liberamente in ambienti scientifici accreditati, non vincolanti e altamente stimolanti; ma soprattutto operatori ai quali sia riconosciuto il proprio lavoro e la propria professionalità.</p>
<p>Il mio appello ad aderire alla Italian Scientific Community on Addiction (link), iscrivendosi numerosi secondo le modalità espresse nel regolamento condiviso dai partner istituzionali, è rivolto a tutti i colleghi e soprattutto alle giovani leve che intenderanno credere in questo nuovo processo di aggregazione, riconoscimento nella “mission” proposta.</p>
<p>Sono certo che da qui partiranno numerose iniziative di grande interesse a cui tutti potranno essere chiamati a partecipare attivamente, quali pubblicazioni scientifiche, manuali tecnici, corsi di formazione ed aggiornamento, seminari, workshop, collaborazioni con istituti di ricerca internazionali e molto ancora.</p>
<p>31/12/2011</p>
<p>Editoriale <strong>di </strong>Giovanni Serpelloni</p>
<p>Fonte:http://www.droganews.it/news/1197/Il%20DPA%20apre%20le%20porte%20ai%20giovani%20professionisti%20e%20s.html</p>
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		<title>L’Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze festeggia 3 anni di attività</title>
		<link>http://www.osservatorionuovedipendenze.org/2011/12/l%e2%80%99osservatorio-nazionale-sulle-nuove-dipendenze-festeggia-3-anni-di-attivita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=l%25e2%2580%2599osservatorio-nazionale-sulle-nuove-dipendenze-festeggia-3-anni-di-attivita</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 09:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Osservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze, Associazione di promozione sociale (APS), senza fini di lucro, con sede in Sanremo (IM) Piazza  Borea D’Olmo 33, ha compiuto i suoi primi tre anni di intensa attività di solidarietà sociale. Nato nel 2009 dall’idea di un gruppo di Psicologi, Sociologi, Esperti di informatica e altro che si occupano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/09/Logo-osservatorio.jpg"><img class=" wp-image-34 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Logo osservatorio" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/09/Logo-osservatorio.jpg" alt="" width="608" height="188" /></a><strong>L’O</strong><strong>sservatorio Nazionale sulle Nuove Dipendenze</strong>, Associazione di promozione sociale (APS), senza fini di lucro, con sede in Sanremo (IM) Piazza  Borea D’Olmo 33, ha compiuto i suoi primi tre anni di intensa attività di solidarietà sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato nel 2009 dall’idea di un gruppo di Psicologi, Sociologi, Esperti di informatica e altro che si occupano in vario modo di problematiche legate alle <strong>Nuove Dipendenze</strong> con lo scopo di creare un punto di riferimento trasversale con funzioni di informazione, prevenzione e coordinamento su scala nazionale, collaborando attivamente anche con altre Organizzazioni con finalità analoghe.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente è diretto e coordinato da tre soci fondatori: <strong>Dott.ssa Marina Viglino</strong> (Psicologa Psicoterapeuta esperta di sessualità e vita di coppia<strong>), Mauro Ozenda</strong> (Esperto di Informatica e Formatore Microsoft) e <strong>Dott.ssa Laura Bissolotti</strong> (Psicologa esperta di Nuove Dipendenze) e conta numerosi  associati e collaboratori esterni.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare L’Osservatorio si occupa di studiare e analizzare le Nuove e sempre crescenti, forme di Dipendenza legate alle nuove tecnologie: Internet addiction, Pedo-pornografia on line, Social Network, Gioco d’azzardo online, lavoro, gioco, cibo, sesso, dipendenza affettiva, ecc) ed i fenomeni ad esse correlati (<em>maltrattamenti, stalking, syber pedofilia, isolamento sociale, bullismo</em>), con particolare riferimento a comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici mediante la promozione e lo sviluppo culturale e professionale degli individui e dei gruppi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBIETTIVI</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli obiettivi</strong> da raggiungere sono ambiziosi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Promuovere</strong> una <strong>nuova posizione culturale</strong> nei confronti delle Nuove Dipendenze mediante la realizzazione e la partecipazione a corsi di aggiornamento, seminari, convegni, giornate di studio, manifestazioni, esposizioni e raccolte straordinarie<strong>Raccogliere e divulgare informazioni</strong> inerenti le Nuove Dipendenze, sia verso gli utenti che verso gli addetti ai lavori<strong>Promuovere ed attuare attività editoriali</strong> di divulgazione e monitoraggio di pubblica utilità sociale,<strong>Raccogliere e conservare</strong> libri, cataloghi, quadri e stampe, documenti audio-visivi e ogni tipo di materiale multimediale inerente le Nuove Dipendenze<strong></strong></li>
<li><strong>Pubblicare testi divulgativi</strong> per la formazione dei volontari</li>
<li><strong>Offrire consulenza</strong> psicologica, legale e informatica a coloro che sono vittime di abuso, violenza o maltrattamenti anche mediante l’istituzione di un <strong><span style="text-decoration: underline;">Numero verde</span> </strong>per dare una prima risposta immediata e gratuita a chiunque lo desideri<strong></strong></li>
<li><strong></strong><strong>Promuovere il Coordinamento Locale e Nazionale</strong>, di eventuali altre organizzazioni di volontariato impegnate nelle stesse finalità.<strong> </strong><strong></strong><strong>L’Osservatorio</strong> <strong>Nazionale sulle Nuove Dipendenze</strong> svolge infatti un’importante funzione di coordinamento e raccolta di numerosi professionisti rigorosamente selezionati presenti su tutto il territorio nazionale indicandone la sede di lavoro e favorendone l’individuazione e il primo contatto attraverso la <strong>Google map.</strong></li>
<li><strong>Creare</strong> un <strong>Comitato di Esperti </strong>i cui membri sono disponibili a rispondere, in via pubblica o privata, ad ogni quesito, dubbio o suggestione in merito a problematiche legate alle nuove dipendenze.</li>
<li><strong>Creare</strong> e gestire un <strong>portale internet</strong>  detto: <a title="Osservatorio Nuove Dipendenze" href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org"><span style="color: #0000ff;"><strong>www.osservatorionuovedipendenze.org</strong></span></a> <strong></strong><strong></strong> e relativa <strong>Pagina Facebook</strong> detta<strong></strong> “<a href="http://www.facebook.com/groups/OsservatorioNuoveDipendenze/"><span style="color: #0000ff;"><strong>Osservatorio Nuove Dipendenze</strong></span></a>” (che conta ormai un centinaio di membri, ed è in continua espansione).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGETTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi sono i progetti già realizzati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Partecipazione al <strong>11° Congresso Europeo Di Psicologia Scientifica (ECP2009</strong>) con la presentazione di uno studio condotto dalle dott.sse M. Viglino e L. Bissolotti sulla dipendenza da internet</li>
<li>Organizzazzione del  <strong>4° Convegno Nazionale “Internet e Minori”</strong> a Sanremo nel 2010</li>
<li>Realizzazione <strong>Progetto educativo </strong><strong>“</strong><strong>informi@moci</strong><strong>”</strong>   - Corsi di formazione per adulti di Riferimento della scuola primaria su “come educare i bambini all’uso sicuro, sano e consapevole di internet. Progetto realizzato in collaborazione con l’Ass.ne “Mani Colorate” di Imperia (<strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.manicolorate.org/"><span style="color: #0000ff;">www.manicolorate.org</span></a></span>)</strong></li>
<li>Partecipazione e coordinamento al <strong>Progetto educativo “@mici in rete” </strong>a tutela dei minori dai rischi in internet e dall’uso dei mezzi di comunicazione, promosso dai comitati Unicef Regione Liguria e Imperia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>SEDE LEGALE E PROVINCIALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">P.zza Borea D&#8217;Olmo, 33 Sanremo (IM)</p>
<p style="text-align: justify;">C.F.: 90076710087</p>
<p style="text-align: justify;">Tel/fax: 0184/531857 cell: 338/ 866.09.34</p>
<p style="text-align: justify;">e-mail: info@osservatorionuovedipendenze.org</p>
<p style="text-align: justify;">sito web: www.osservatorionuovedipendenze.org</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COMITATO DIRETTIVO</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Dott.ssa Marina Viglino   (Presidente)</li>
<li>Dott. Mauro Ozenda      (Vice presidente)</li>
<li>Dott.ssa Laura Bissolotti    (Segretario e Coordinatore Scientifico)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>COORDINAMENTO NAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Referente del Coordinamento locale e nazionale:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Dott.ssa Marina Viglino</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>e-mail: <span style="color: #0000ff;">mviglino@gmail.com</span></strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e-mail</strong>: <span style="color: #0000ff;"><strong>info@osservatorionuovedipendenze.org</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SOSTIENI L’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLE NUOVE DIPENDENZE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti possono collaborare alle attività dell’Osservatorio, sia come volontario che collaboratore esterno o struttura convenzionata.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta inviare una mail al coordinatore o pubblicare qualcosa sulla pagina Facebook dell’Osservatorio</p>
<p style="text-align: justify;">Recandosi in sede o mediante Bonifico Bancario Intestato a<strong> </strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OSSERVATORIO NAZIONALE SULLE NUOVE DIPENDENZE  </strong>(APS)<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     </strong>P.zza Borea D’Olmo,33 (18038) Sanremo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     IBAN: </strong> IT49 Q033 5901 6001 0000 0018 187 &#8211; BANCA PROSSIMA    S.P.A</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In sede di dichiarazione dei redditi è possibile:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Dedurre l’importo versato dal reddito IRPEF</li>
<li>Devolvere il 5&#215;1.000 a favore della nostra associazione indicando il C.F.:<strong>  90076710087</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUOTE ASSOCIATIVE</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Socio  Ordinario                  € 20,00</li>
<li>Socio  Sostenitore              € 50,00 – 150,00</li>
<li>Socio  Benemerito             € 200,00 e oltre<strong></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con il tuo aiuto contribuirai alla ricerca e alla lotta contro le Nuove Dipendenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.osservatorionuovedipendenze.org</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Legami claustrofobici</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 23:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze affettive]]></category>
		<category><![CDATA[legami catastrofici]]></category>

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		<description><![CDATA[All’inizio ogni relazione ha tinte calde e entusiasmanti. L’altro appare sotto una luce affascinante, spesso è idealizzato. Grazie a un meccanismo proiettivo egli è investito da quanto vi è di più positivo, le sue doti diventano salienti, e in primo piano si mettono le qualità che sembrano emergere oscurando tutto il resto. Col procedere della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’ini<a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/12/news_4e6fe3af4fbb4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-639" style="margin: 3px 5px;" title="news_4e6fe3af4fbb4" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/12/news_4e6fe3af4fbb4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>zio ogni relazione ha tinte calde e entusiasmanti. L’altro appare sotto una luce affascinante, spesso è idealizzato. Grazie a un meccanismo proiettivo egli è investito da quanto vi è di più positivo, le sue doti diventano salienti, e in primo piano si mettono le qualità che sembrano emergere oscurando tutto il resto. Col procedere della frequentazione iniziano spesso incomprensioni, volontà di cambiare l’altro, desiderio di esclusività, tentativi di limitare la libertà altrui in nome della relazione, bisogno di avere il controllo sull’altro, di avere certezze e rassicurazioni sempre maggiore. Tali necessità possono diventare ossessive, patologiche, claustrofobiche all’interno della coppia.</p>
<p>Perché si arriva a tanto?</p>
<p>Nella relazione entrano in gioco dinamiche dettate, secondo Bowlby (1984), da un modello operativo interno che si eredita in base allo stile di attaccamento primario con le figure accudenti.</p>
<p>Qualora il bambino non riesca a instaurare un legame cosiddetto sicuro con la figura di accudimento, egli non sarà in grado di interiorizzare una base a cui tornare dentro di sé. Di conseguenza il suo modello relazionale con le future figure significative sarà guidato da incertezza, e da adulto diventerà un eterno bisognoso di rassicurazione.</p>
<p>Il bambino in fase evolutiva sperimenta uno spettro di emozioni a cui non sa dare un nome. Paure, angosce, rabbia, frustrazione per non ricevere quanto desiderato. Il genitore accoglie ciò che non è compreso e lo restituisce “pensato” e pensabile al bambino (Bion, 1967). Dandogli una spiegazione di ciò che sente, l’adulto lo aiuta ad alfabetizzare il suo vissuto, tenendolo per mano nelle tempeste incomprese dei propri confusi sentimenti, desideri, frustrazioni, delusioni, angosce e paure, ogni volta incoraggiandolo ad accettare quanto sta accadendo, invitandolo a sostarvi, e infine guidandolo fuori dall’alta marea, incoraggiandolo e insegnandogli a riconoscere quanto sente, rassicurandolo che quanto prova ha un senso ed è accettabile, e riconoscibile, comprensibile, lecito e legittimo.</p>
<p>La figura di riferimento svolge pertanto la funzione di costruire un significato a quanto vissuto dal bambino, e di attribuirvi un nome oltre che un senso, cosicché egli possa creare un ordine emotivo dentro di sé e saper come e dove collocare ogni esperienza del mondo interiore, senza sentirsi sbagliato, inadeguato per quanto sta vivendo.</p>
<p>Chi non ha fatto l’esperienza di essere accolto, contenuto, pensato, riparato da emozioni dolorose, resta come incompleto, irrisolto e facilmente da adulto andrà in cerca di relazioni in grado di riparare, risarcire, bonificare ciò che non è stato completato.</p>
<p>La relazione viene investita di un potere taumaturgico, e il partner vissuto come il sostituto della figura del genitore “buono” mancato, a cui richiedere attenzioni, contenimento, amore incondizionato, presenza, .</p>
<p>D’altra parte non è detto che il partner sia in grado di riparare gli elementi irrisolti dell’altro, perché egli stesso magari portatore di ferite ataviche e dolorose. E può sentirsi soffocare dalle richieste incessanti.</p>
<p>Iniziano quindi le incomprensioni, lotte di pretese e negazioni per proteggere uno spazio che è sentito come invaso dall’affamato di risarcimento per le cure mancate.</p>
<p>Il richiedente non sa sostare nello spazio di incertezza, poiché gli è mancato il supporto nelle prime nubi oscure attraversate, accumulando così dei buchi di rappresentabilità. Pertanto egli resta in richiesta perenne, in attesa che qualcuno arrivi ad alleviarne il dolore, e a garantirgli che quanto sta accadendo passerà. Egli reclama un sostegno continuo, non avendo imparato l’auto rassicurazione, l’autonomia emotiva, il pensare come cosa buona anche la sofferenza come facente parte di una scala cromatica accettata e compresa nella sua varietà.</p>
<p>Se l’altro non è sempre disponibile, allora si sperimentano sentimenti di abbandono che risvegliano sensazioni antiche e mai risolte. Il partner sarà punito per il presunto disamore, tacciato di insensibilità, accusato di non essere “abbastanza” qualcosa.</p>
<p>Si inizia col volerlo cambiare, affinché diventi come lo si vorrebbe, chiedendogli “di più”. Una raffica di richieste implicite o esplicite piovono sul rapporto a due, contrattazioni e negoziazioni che non bastano mai, fino a che il bisogno di controllarlo, spostarlo, aggiustarlo diventa primario, per portarlo a quella funzione, a quel modello ideale mancato e mai avuto.</p>
<p>Come uscire da questo schema?</p>
<p>Riconoscendolo innanzitutto. E poi, se la modalità relazionale è troppo disfunzionale e diventa immensamente dolorosa, è utile cercare legami satelliti come quello che si può costruire con uno psicoterapeuta, che svolga quella funzione di contenimento e di riordino emotivo, che sia in grado di restituire il non compreso come pensabile e accettabile.</p>
<p>Una volta fatta l’esperienza di potersi affidare a qualcuno che svolga il ruolo vicariante della figura genitoriale, si potrà ricostruire e interiorizzare quella base sicura finora sconosciuta e tanto ricercata. Da qui è possibile creare un luogo conosciuto dentro se stessi, ordinato e protetto. L’individuo sarà meno portato a cercare appigli esterni, e quindi diverrà in grado di instaurare relazioni sane, dove accade l’incontro con l’altro, ma poi sarà anche in grado di tornare a se stesso, senza sentirsi devastato per l’assenza e l’abbandono, capace di auto contenersi nei momenti “vuoti”, facendo l’esperienza di un vuoto fertile, vissuto non come privazione ma come infinita possibilità esplorativa di sé e del mondo.</p>
<p>Scritto da Ameya Gabriella Canovi</p>
<p>Fonte: http://amoredipendente.splinder.com</p>
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		<title>Dipendenti da Internet e videogiochi in Italia già a 11 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze da Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco d'azzardo on line]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza da internet]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tonioni]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d'azzardo]]></category>
		<category><![CDATA[Siti per adulti]]></category>

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		<description><![CDATA[08:50 &#8211; 1 dicembre 2011 di Manolo De Agostini Ecco alcuni dati sulla dipendenza da Internet e videogiochi in Italia, grazie all&#8217;osservatorio privilegiato di Federico Tonioni, che si occupa del tema al Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta di persone da 11 a 23 anni che diventano incapaci di avere amicizie reali e portare avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>08:50 &#8211; 1 dicembre 2011 di Manolo De Agostini</p>
<p><strong>Ecco alcuni dati sulla dipendenza da Internet e videogiochi in Italia, grazie all&#8217;osservatorio privilegiato di Federico Tonioni, che si occupa del tema al Policlinico Gemelli di Roma</strong><strong>. </strong></p>
<p><strong>Si tratta di persone da 11 a 23 anni che diventano incapaci di avere amicizie reali e portare avanti lavoro o studi.</strong></p>
<p>Chi e quanti sono i <strong>dipendenti da Internet e tecnologie <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/dipendenti-da-internet-e-videogiochi-in-italia-gia-a-11-anni/34790/1.html">digitali</a> in Italia?</strong> A svelare qualche numero è stato Federico Tonioni, ricercatore in psichiatria all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell&#8217;ambulatorio per la dipendenza da Internet del Policlinico Gemelli di Roma.</p>
<p>&#8220;Dal novembre del 2009 <strong>abbiamo in cura 300 pazienti</strong>, il 20% adulti dipendenti dal gioco d&#8217;azzardo e dai siti per adulti e il restante 80%, da ragazzi giovanissimi provenienti da tutta Italia, dagli 11 anni ai 23 dediti ai giochi di ruolo online o patiti di social network&#8221;.<a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/12/dipendenza-internet_t.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-611" style="margin: 3px 5px;" title="dipendenza-internet_t" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/12/dipendenza-internet_t-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Alcuni ragazzi hanno smesso di andare a scuola, altri &#8220;sono arrivati a <strong>picchiare i genitori quando sono state messe in discussione le ore di connessione</strong>&#8220;. &#8220;I loro unici amici sono i compagni di guerra che li esaltano quando ottengono risultati e li insultano quando sbagliano&#8221;, spiega Tonioni . &#8220;Questo tipo di giochi non sono creativi ma solo sono eccitanti e compulsivi&#8221;.</p>
<p>Per curare la dipendenza al centro romano si eseguono colloqui individuali e sedute di gruppo con una psicologa. Secondo l&#8217;esperto il sintomo di un problema sono le ore passate davanti al monitor e &#8220;l&#8217;assenza di entusiasmo nelle attività fuori casa&#8221;, che portano i giovani ad <strong>abbandonare gli studi e le amicizie reali.</strong></p>
<p>&#8220;Per questi pazienti non parlo di dipendenza patologica, ma di psicopatologia web-mediata e si tratta di episodi di abuso più che di dipendenza: è la stessa differenza che esiste tra un giovane che più volte al mese ha le sbornie e l&#8217;alcolista cronico&#8221;.</p>
<p>Pochi giorni fa vi abbiamo riportato la <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/madre-disperata-mio-figlio-dipendente-da-world-of-warcraft/34758/1.html" target="_blank">testimonianza di una madre australiana</a> che parlava dei problemi del figlio, dipendente da World of Warcraft. La donna ha parlato di comportamenti aggressivi, proprio come quelli indicati da Tonioni. Insomma, tutto il mondo è paese.</p>
<p>Non nascondiamo che c&#8217;è il rischio di abusare delle nuove tecnologie &#8211; chi meglio di noi può dirlo? &#8211; però, senza fare la morale a nessuno, crediamo anche che <strong>limitarsi a puntare il dito non sia utile</strong>. Forse una volta i genitori erano più presenti, mentre oggi &#8211; vuoi gli impegni di lavoro, vuoi una buona fetta di menefreghismo &#8211; si lasciano i <strong>bambini a vegetare per ore davanti a un monitor</strong>. Fa comodo, perché sai dov&#8217;è tuo figlio e sai che è al sicuro. Per cui ben vengano soluzioni come l&#8217;ambulatorio di Roma, ma sarebbe meglio fare un po&#8217; di prevenzione alla fine, educando anche i genitori.</p>
<p>Fonte: http://www.tomshw.it/cont/news/dipendenti-da-internet-e-videogiochi-in-italia-gia-a-11-anni/34790/1.html</p>
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		<title>Aumenta l’autolesionismo tra i giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Autolesionismo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Morso]]></category>
		<category><![CDATA[Puntura]]></category>
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		<description><![CDATA[L’autolesionismo è uno sfogo anomalo di nervosismo, stress o paura che si materializza nel procurarsi una piccola ma intensa sofferenza (un taglio, una puntura, un morso) allo scopo di “punirsi” o di “alienarsi” da situazioni fortemente spiacevoli. Una pratica nascosta e drammatica che aumenta tra i giovanissimi. L’allarme lo lancia l’Inghilterra ma la conferma viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’autolesionismo</strong><a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/taglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-608" style="margin: 3px 5px;" title="taglia" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/taglia-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a> è uno sfogo anomalo di nervosismo, stress o paura che si materializza nel procurarsi una piccola ma intensa sofferenza (un taglio, una puntura, un morso) <strong>allo scopo di “punirsi” o di “alienarsi”</strong> da situazioni fortemente spiacevoli. Una pratica nascosta e drammatica che aumenta tra i giovanissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allarme lo lancia l’Inghilterra ma la conferma viene dall’Australia, dallo stato di Victoria, dove sono stati studiati e seguiti 1802 studenti per un periodo di sedici anni, dalla prima adolescenza all’età adulta. <strong>Il fenomeno dell’autolesionismo</strong>, praticato in modo particolare con rasoi, coltellini o spilloni, <strong>è più diffuso tra le ragazze ma anche i maschi ne sono vittime</strong> con sempre più frequenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una pratica che, col tempo, tende a risolversi da sola … solitamente entro i 21 anni di età. Purtroppo però per alcuni continua anche dopo e a volte sfocia in comportamenti sociali e sessuali anomali e pericolosi. <strong>L’autolesionismo va comunque denunciato e curato</strong>, anche se può risolversi da sé. Esso infatti è indice di un forte disagio, di ansia o di depressione e non è raro scoprire dietro tali gesti eventi terribili come violenze in famiglia, abusi sessuali o bullismo. I giovani che sono stati autolesionisti da ragazzini hanno molte più probabilità di <strong>m</strong><strong>orire suicidi</strong>, almeno 100 volte in più dei coetanei “normali”.</p>
<p>Fonte: http://benessere.guidone.it</p>
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		<title>Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, continuano iniziative antistalking</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Asl1 Imperiese]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale violenza donne]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Stalking]]></category>

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		<description><![CDATA[Sanremo &#8211; Venerdì 25 Novembre 2011 &#8211; In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, presso la Sala Melograno, dalle ore 21.00 alle 23.00, avrà luogo il settimo incontro del Corso di formazione “La danza della coppia – Il tango si balla sempre in due”, organizzato dagli assessorati alle Pari Opportunità (Claudia Lolli) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sanremo</strong> &#8211; <strong> Venerdì 25 Novembre 2011 &#8211; </strong>In occasione della <strong>Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne,</strong> presso la <strong>Sala Melograno</strong>, dalle ore 21.00 alle 23.00, avrà luogo il settimo incontro del Corso di formazione “<strong>La danza della coppia – Il tango si balla sempre in due</strong>”, organizzato dagli assessorati alle Pari Opportunità (Claudia Lolli) e ai Servizi Sociali (Gianni Berrino) del Comune di Sanremo in collaborazione con ASL 1 Imperiese &#8211; Distretto Socio-Sanitario 2 Sanremese e dallo Zonta Club Sanremo.</p>
<p>La serata prevede due interventi: <a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/stalking02g_491238.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-604" style="margin: 3px 5px;" title="stalking02g_491238" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/stalking02g_491238-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>- &#8220;<strong>La risposta giudiziaria alla violenza intrafamigliare&#8221;,</strong> tenuto dall&#8217;avv. Agata Armanetti del Tribunale di Sanremo;</p>
<p>- <strong>&#8220;Affinchè violenza non vi separi</strong>&#8220;, a cura del dott. Sergio Abate, responsabile del Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Sanremo. Moderatrice Giannalisa Laiolo, assistente sociale del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso – gratuito &#8211; è una delle iniziative promosse dal Comune attraverso i suddetti Assessorati per combattere il triste fenomeno dello ‘stalking’ e si affianca allo Sportello antiviolenza “La voce del silenzio”, a Villa Ormond e presso gli uffici dei Servizi Sociali del Comune (corso Garibaldi 30), dove operano la psicologa dott. ssa Fulvia Bovone, l’avvocato Agata Armanetti, l’assistente sociale Giannalisa Laiolo e una quindicina di volontarie, personale specializzato in grado di accogliere, prestare ascolto, dare sostegno e soprattutto fiducia a coloro che ad esso si rivolgono perché oggetto di abusi e violenze. E’ aperto tutti i lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 9.30 alle 12.30, tel. 0184 500.177.<br />
Reperibilità telefonica 24 ore su 24 al n. di cell.: 329.5473632.</p>
<p>Fonte: http://www.riviera24.it/articoli/2011/11/24/122303/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-continuano-iniziative-antistalking</p>
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		<title>Dipendenze senza sostanza. Prevenzione e terapia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze da Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza senza Sostanza]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Autori: Rosa Mininno, Rolando Ciofi, Pietro Caterini e altri ISBN: 9788889845332 Collana: Punti di Vista Pag. 160, formato cm 15&#215;21 cm., rilegato in brossura filo refe Il volume raccoglie gli atti del I Convegno Nazionale “ Dipendenze non da sostanza: Terapia e Prevenzione “, svoltosi a Firenze l’8 novembre 2008. Le nuove dipendenze, tra queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autori</strong>: Rosa Mininno, Rolando Ciofi, Pietro Caterini e altri<a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/dipendenze_senza_sostanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-601" title="dipendenze_senza_sostanza" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/dipendenze_senza_sostanza.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a><br />
<strong>ISBN:</strong> 9788889845332<br />
<strong>Collana</strong>: Punti di Vista<br />
Pag. 160, formato cm 15&#215;21 cm., rilegato in brossura filo refe</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il volume raccoglie gli atti del I Convegno Nazionale “ Dipendenze non da sostanza: Terapia e Prevenzione “, svoltosi a Firenze l’8 novembre 2008.</strong></p>
<p>Le nuove dipendenze, tra queste le Internet Dipendenze, la Dipendenza da Cellulare, il Gioco d’azzardo patologico, la Dipendenza Sessuale, la Dipendenza Affettiva, lo Shopping Compulsivo, la Dipendenza da lavoro si caratterizzano per l’assenza di una dipendenza da sostanza, ma per la presenza di distorsioni dello stile cognitivo, comportamenti compulsivi e problematici, ossessioni, disturbi di personalità, difficoltà relazionali e affettive, isolamento e ritiro sociale.<br />
Ansia, depressione, pensieri a contenuto ossessivo, compulsioni, compromissione della qualità della vita e delle capacità critiche e ideative, basso livello di autostima, centralità del comportamento dipendente sono comuni alle diverse dipendenze.<br />
Particolare attenzione va posta alla trasversalità anagrafica, sociale ed economica delle nuove dipendenze che coinvolgono bambini, adolescenti, adulti, anziani, maschi e femmine.<br />
I contributi dei Relatori del Convegno, qui raccolti, offrono al lettore studi, dati, riflessioni, conoscenze, tecniche di intervento in merito alle nuove dipendenze, fenomeno recente nel panorama scientifico-culturale italiano.<br />
Il Convegno è stato promosso dalla Rete Nuove Dipendenze, dalla Scuola di Psicoterapia Comparata e dal Mo.P.I. Movimento Psicologi Indipendenti. La Rete Nuove Dipendenze è un Coordinamento Nazionale di diversi Professionisti articolato in settori e gruppi di lavoro il cui sito web è www.retenuovedipendenze.it</p>
<p>Fonte: http://www.edizioni-psiconline.it/catalogo/punti-di-vista/dipendenze-senza-sostanza-prevenzione-e-terapia.html</p>
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		<title>Dal Giappone arrivano i romanzi che salvano i giovani dalla tristezza</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze da Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza da internet]]></category>
		<category><![CDATA[hikikomori]]></category>
		<category><![CDATA[Light Novels]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Tatsuhiko Takimoto]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Risulta che negli ultimi anni siano stati affetti da hikikomori (Dipendenza da Internet) più di un milione di individui. Questi ragazzi rinunciano a ogni rapporto con il mondo esterno, rinchiudendosi nella propria stanza e decidendo di svolgere un&#8217;esistenza «virtuale», animata soltanto dai contatti con la televisione, internet e i fumetti. Questa sindrome, per certi versi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Risulta che negli ulti<a href="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/nazionale_568.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-596" style="margin: 3px 5px;" title="nazionale_568" src="http://www.osservatorionuovedipendenze.org/wp-content/uploads/2011/11/nazionale_568-300x100.jpg" alt="" width="300" height="100" /></a>mi anni siano stati affetti da <strong>hikikomori</strong> (Dipendenza da Internet) più di un milione di individui.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi ragazzi rinunciano a ogni rapporto con il mondo esterno, rinchiudendosi nella propria stanza e decidendo di svolgere un&#8217;esistenza «virtuale», animata soltanto dai contatti con la televisione, internet e i fumetti. Questa sindrome, per certi versi assimilabile all&#8217;anoressia, pare abbia molte possibili cause: presenza di madri oppressive, padri iperimpegnati sul lavoro, violenze subite in ambito scolastico, dipendenza da videogame. Ma soprattutto gli studiosi sottolineano che molti scelgono l&#8217;hikikomori per reagire all&#8217;atteggiamento giapponese nei confronti del successo personale che li costringerebbe a credere fin da piccoli nella propria autorealizzazione. Insomma, l&#8217;hikikomori ha effetti devastanti, tanto che per curarla, oltre che all&#8217;intervento degli specialisti in Giappone si è pensato di adottare una terapia speciale di supporto. <strong>Una terapia editoriale.</strong><br />
Si tratta dei <strong>Light Novel</strong>s, ovvero romanzi di intrattenimento che aiutano i ragazzi a riprendere contatto con il mondo attraverso la lettura di storie che riattivano le loro emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di libri per lo più avventurosi che hanno molti contatti con il mondo dei manga e i cartoon giapponesi. A partire da fine novembre alcune di queste Light Novels verranno per la prima volta edite anche in Italia nella collana J-Pop delle Edizioni BD. Il primo dei titoli sarà <strong>Welcome to NHK</strong> di <strong>Tatsuhiko Takimoto</strong>. Ne è protagonista una ragazzina che da quattro anni non esce di casa. Sarà l&#8217;incontro con un&#8217;amica speciale a riportarla in qualche modo alla realtà. Non meno interessante il secondo titolo della collana: La malinconia di Haruhi Suzumiya di Nagaru Tanigawa, dove facciamo la conoscenza con la liceale Haruhi che ha una sfrenata passione per gli alieni, le percezioni extrasensoriali e i viaggi nel tempo. Non tutto ciò che Haruhi sogna è però completamente immaginario: inconsapevolmente è infatti capace di alterare la realtà in base al proprio umore. Per questo i suoi compagni dovranno fare di tutto affinch´ la noia e la malinconia non si impossessino di lei. Se ciò accadesse, si potrebbe davvero scatenare l&#8217;Inferno sulla Terra&#8230; La giovane eroina creata nel 2003 è diventata un fenomeno editoriale tale da vendere ben 16 milioni di copie. E se il risultato terapeutico di questi romanzi sembra essere assodato in Oriente, sarà curioso vedere quale effetto produrranno sul mercato young adults italiano, ormai colonizzato dalla letteratura manga.</p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura</p>
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